
Silvia
Busato attrice
2003
– 90 x 70 – cornice di
larice - olio su tela.
Stavamo
portando in giro per
l’Italia lo spettacolo: “ Il signor di Poursegnac “.
Interpretavo il ruolo
principale. La Tournée toccò molte località del
nord Italia, alcune del centro,
la Sardegna e la Sicilia. Nei due anni di rappresentazioni si
alternarono vari
interpreti. Silvia rimase incinta al secondo anno e fu sostituita. Ne
avrei
presto perduto il ricordo se non mi fossi innamorato del suo bellissimo
collo.
Uno degli arcani dei tarocchi di Wirth, mostra La Papessa (II Arcano)
con un
collo da giraffa innaturalmente lungo. La giraffa è un animale
che per la sua
torreggiante altezza, vede più
lontano
di qualunque animale terrestre… dunque è simbolo di
preveggenza oppure della
capacità di anticipare gli eventi. Naturalmente la Giraffa
è anche una
costellazione polare… di quelle che non tramontano mai anche se
per la sua scarsa luminosità
risulta assai poco
visibile…
Silvia
Busato è ritratta con
il suo costume di scena, che mette in evidenza la bellezza del suo
collo e dei suoi omeri. Ho voluto ritrarla
in una
posa ieratica alla Bernini, alla Duse… Una posa antica, uno
sguardo assorbito
verso mete lontane, che non si può
concedere il lusso di abbassarsi sulle cose terrene. La posa
è al
contempo sottilmente ironica: (passato da molto il tempo
in cui si
posava in
tale maniera). Devo però aggiungere che quella postura era
l’incarnazione di un
mio preciso modo di essere in quegli anni. Ero immerso in studi
accaniti nel
tentativo di comprendere le molte cose che non comprendevo. Era il
tempo in cui
i grandi interrogativi dell’uomo mi assorbivano completamente.
Il
ritratto dell’attrice
mostra una pupilla focalizzata sull’Infinito, gli occhi vagamente
da rapace,
(dunque capaci di vedere lontanissimo), il lungo collo da giraffa
(così simile
al lunghissimo collo della Papessa dei Tarocchi di Wirth)… Poi
ci sono i
significati simbolici relativi a quel lungo collo (che permette di
vedere il
futuro)… Poi vi è miniaturizzato l’arcano della
Papessa, che con il suo libro e
con le sue chiavi (per aprire le metaforiche porte della conoscenza)
rappresenta un sapere antico, dimenticato dall’uomo d’oggi.
Tutte
queste caratteristiche
nascevano tuttavia da me stesso, trovando riscontro e origine
nell’autore
e non nel soggetto ritratto… Silvia
Busato era solo una bella icona capace di incarnare fisicamente tali
caratteristiche. Probabilmente qualunque cosa si dipinga essa
appartiene all’autore
e solo di riflesso a colui che posa per la tela; è
dall’animo dell’artista che
scaturiscono le simbologie più violente incarnandosi nel
soggetto ritratto
prioritariamente per necessità rappresentativa.