Cynthia Bruna - Artemide

Cynthia Bruna – Artemide

12 novembre 2005 – 50 x 70 – cornice di larice - olio su tela e polveri opalescenti.

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Cynthia Bruna la conobbi negli anni felici in cui si facevano le ultime “stagioni estive” con il Teatro Mobile prima che la vetusta struttura andasse in pensione. Eravamo giovanissimi adolescenti. Ci siamo rincontrati recentemente dopo esserci persi di vista per ben trentatrè anni!
Il quadro nasce dal nome Cynthia che era la sorella di Cynthio. Se i nomi non vi dicono nulla basta sostituirli con i nomi conosciutissimi di Artemide e Apollo. Cynthia Bruna si prestò recentemente a posare per il ritratto. Mi piacque velata e così la ritrassi. Feci due tele 45 x 35 belle ma insoddisfacenti… non riuscivo a metterle in connessione con il tarocco che avevo in mente. Mitologicamente Cynthia/Artemide rappresentano la luna, e La Luna è anche il XVIII Arcano dei Tarocchi. Accantonai i due precedenti ritratti e tracciai un doppio ritratto in cui il viso superiore si rispecchiava in quello sottostante rovesciato. La luna rispecchia la luce del sole; la luna mostra le cose notturne sotto una luce tenue che non ha i contorni netti della luce di Elios. La luce della luna fa intuire, più che mostrare con chiarezza, e le cose percepite, agli occhi dell’osservatore, possono assumere mille sfaccettature differenti. La luna è specchio …e per Narciso lo specchio fu fatale. La luna mostra un granchio (a volte un crostaceo differente) che insidia un passante già frastornato dal latrare dei cani. Il granchio è il divoratore di carne morta… lo spazzino di fiumi e mari. Il viandante che percorre la strada deve stare attento a rispecchiarsi nello stagno: Il divoratore di “carne putrefatta” e pronto a farsene un boccone. Da ragazzetto inserivo fra i rami di una fascina della carne di scarto e poi l’adagiavo con cura sul fondo di un bojo del fiume Agno. (Il bojo è il luogo dove a causa di una cascatella il fiume scava una buca profonda anche diversi metri). Dopo qualche giorno si tirava su la fascina e dentro c’erano dei bellissimi gamberi di fiume che poi  mia nonna friggeva con perizia… una bontà!
Quando si ha a che fare con la luna meglio essere cauti: non farsi distrarre dai cani, saper scegliere fra i suggerimenti che escono dalle due torri che fiancheggiano la via.
Il ritratto è tutto giocato sugli occhi e sul viso velato che non permette di vedere la totalità del volto ma solo parte di esso… esattamente come la luce della luna che mostra e non mostra…

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