
Titolo:
Nello specchio del camerino - Olio su
tela - 60 x 70 - anno 2006 - Autore Armando Carrara
Eccomi qui in
questo autoritratto; non si tratta di narcisismo … è che in mancanza di modelle
sono la persona più disponibile e consenziente. Quando scattai questa foto ero
in camerino davanti allo specchio; se si osserva bene si può intuire che la
mano che si intravede sta premendo il pulsante della fotocamera . La immagine è
rovesciata e lo si può intuire dall’asola del bavero della giacca. Il tarocco L’Eremita
non è speculare perché, in qualche modo, lo ritengo esterno al quadro; infatti
pongo il Tarocco frequentemente isolato e fluttuante nell’aria, pittoricamente
estraneo al dipinto anche se fondamentale alla comprensione dello stesso.
Quando mi scattai la foto allo specchio ero in attesa di iniziare lo
spettacolo. Dovevo interpretare un signore maturo e rustico che viene intortato
da una celebre cantante ( che era poi una Corallina sotto mentite spoglie )
interpretata dalla brava Michela Ottolini. Fu un allestimento “ ricco “ Con una
quindicina di attori più una orchestrina guidata dal simpatico maestro
Fracasso. Girammo tutti i più prestigiosi teatri del Veneto suscitando l’entusiasmo
del pubblico e apprezzamenti della critica. Lo spettacolo in questione era: “
Nina no fare la stupida “ , spettacolo che appartiene alla grande tradizione
veneta del Teatro Popolare. Mi sono divertito molto a replicarlo e mi è
piaciuto il clima di complicità con gli altri artisti della compagnia. La foto
- da cui ho ricavato il ritratto - l’ho scattata nel camerino del Teatro
Comunale di Treviso appena restaurato. Capelli e barba li avevo fatti crescere
per l’occasione. Uno spettacolo divertente e gratificante con gente simpatica e
molto motivata; un fondo in foglia d’oro era dunque adeguato … l’attestato di
un gradimento di quella serie di repliche. A volte nei camerini dei vecchi e nobili
teatri di grande tradizione, si vedono specchiere di legno intarsiato con
lampade meno idonee al trucco ma perfette per la concentrazione e per la
gradevolezza dell’ambiente … Come canta De Gregori nel c.d. La Valigia dell’attore,
spesso i camerini sono desolanti e solo raramente accoglienti e curati; Al
Comunale di Treviso erano ben curati. Una rarità. Comunque bisogna leggere
questo ritratto allo specchio con la necessaria ironia: il gesto di porgere la
rosa e gli occhi tristi e malinconici volevano essere ironici; Infatti in
origine la tela era assai più grande perché il dipinto doveva avere un altro
significato: Volevo che fosse intitolato: “ Il venditore di epitaffi “ il che
riconduce alla ironia del gesto e dello sguardo … Poi mi parve di cattivo gusto
e feci tagliare la grande tela di 160 x 100 (Col ritratto già dipinto e il
resto quasi finito) riducendola a 60 x 70. Ora che ho svelato quello che doveva
essere il quadro si può meglio comprendere la rosa e lo sguardo … A proposito,
pochi mesi dopo a Sanremo vinse la canzone “ Ti regalerò una rosa “ …
Per comprendere
inoltre ciò che, in origine, doveva essere il dipinto, riporto qui sotto gli
epitaffi per teatranti che inventai all‘uopo; La grande tela doveva
rappresentare un buffo baracchino di un venditore di epitaffi: piccoli
foglietti di carta ingialliti riportanti ognuno una diversa buffa sentenza.
Ecco qui sotto cosa avrei scritto:
Epitaffi per attori e
teatranti
Ovvero
Voglio che scriviate sulla mia
tomba
Inventati da Armando Carrara