Armando Carrara
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Dietro le quinte

Esposizione virtuale di Armando Carrara

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Autoritratto Argia Laurini e Tommaso C. scavalcamontagne Silvia Busato Attrice Mirco Maistro Musicista e la ricerca del sacro Graal
Mastro Giancarlo Fortuna La speranza negli occhi La finestra Gianmarco Potami a sei anni
Cynthia Bruna - Artemide Gloria di Bisanzio Il Pensatore Arlecchino

I commenti derivano dalle recenti esposizioni presentate nel 2005 al Crestanello Gran Caffè Italiano a Vicenza e alla personale del 2006 tenuta nel salone delle esposizioni del Comune di Creazzo (VI)

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Armando Carrara appartiene ad una famiglia che da dieci generazioni fa teatro.

Dipinge e scolpisce da sempre...incomincia a lavorare ad olio a quattordici anni. Realizza maschere, bozzetti per manifesti, scenografie, costumi.
Dedica alla pittura ben cinque spettacoli: “ Carillon “ “ Verdemela “ e “ La Chiave dei Sogni “ (dedicati al surrealismo di Magritte); “ Omaggio a Dalì “ (dedicato a Salvador Dalì); “ Il Violinista sul Tetto “ (dedicato alla vita e alla pittura di Chagall); “ Quadri di una esposizione “ (dedicato ai così detti Tarocchi del Mantegna).

Nel 1998, dopo un periodo di pausa, torna al dipinto ad olio, scoprendosi arricchito dalla vasta esperienza maturata in ambito teatrale.
In lui pittura e teatro sono inscindibili, per questo incomincia a ritrarre visi noti e meno noti di attori e musicisti e di persone che, in qualche modo, sono connesse al palcoscenico.

Firma ogni quadro con un Tarocco, ritenendoli archetipi potenti. Per lui i XXII Grandi Arcani dei Tarocchi hanno la particolarità di essere una specie di rappresentazione teatrale ed ogni individuo può essere ricondotto ad un Arcano. D’altra parte colui che si avventurasse in una analisi approfondita, scoprirebbe che la matrice degli Arcani è la stessa degli archetipi numinosi di C. G. Jung che attestano la trascendenza dell’infinito sulla cultura umana.
 
Non ama essere chiamato iperrealista e dice: “ Non faccio ritratti ma cerco essenze da rivelare. Ritrarre un individuo nella sua ricchezza interiore non è facile: una cosa è fare un ritratto, ed un’altra è cogliere un’essenza”.
In effetti i musei sono pieni di persone messe accuratamente in posa e ritratte con lo sguardo perso verso orizzonti lontani…

Nelle persone ritratte Carrara cerca di cogliere l’impronta che fa di ognuno di noi un essere unico, dominato da uno o più archetipi o se si vuole da un Arcano Maggiore dei Tarocchi che sostanzialmente si rifanno alla stessa fonte… ma sarebbe operazione puramente duplicativa se non si riuscisse ad estrarre dall’immagine il demone… l’essenza che essa cela.

L’esposizione è costituita solo da tele dell’ultimo periodo. Va da sé che i quadri qui esposti non rappresentano l’unica forma espressiva dell’Artista. Negli anni precedenti Armando Carrara ha dipinto tele che si discostavano completamente dal ritratto che, è bene ribadirlo, rappresenta solo un esempio del suo modo di dipingere.

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